Una malattia può essere collegata alle condizioni di lavoro anche quando non deriva da un singolo episodio traumatico. L’esposizione a determinati rischi può agire nel tempo: per questo la storia lavorativa è parte essenziale della valutazione.
Il sistema italiano tutela sia le malattie previste dalle tabelle, alle condizioni stabilite, sia quelle non tabellate di cui venga dimostrata l’origine professionale. Per le forme tabellate, la presunzione di origine lavorativa richiede la verifica dei presupposti: non basta trovare il nome della malattia in un elenco. Per quelle non tabellate occorre provare il rapporto tra esposizione e patologia.
Sono utili una diagnosi documentata e una ricostruzione delle mansioni, degli ambienti, della durata delle esposizioni e delle misure di protezione. Vanno considerate anche le attività precedenti e gli eventuali fattori extralavorativi.
La consulenza medico-legale collega questi elementi alle conoscenze scientifiche e ai criteri della tutela INAIL. Una relazione motivata deve spiegare perché il lavoro possa avere avuto un ruolo causale, senza confondere la comparsa dei sintomi durante l’attività con la dimostrazione della loro origine professionale.